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Cimitero degli Innocenti

Coordinate: 48°51′38″N 2°20′52″E
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Cimetière des Innocents
o
Cimetière des Saints-Innocents
Cimitero degli Innocenti - DETTAGLIO nella Mappa Turgot (1734-1739)
Tipocivile
Confessione religiosacattolicesimo
Stato attualesoppresso
Ubicazione
StatoFrancia (bandiera) Francia
Città Parigi
LuogoI arrondissement di Parigi
Costruzione
Data aperturaXII secolo (fra il 1130 ed il 1137)
Data chiusura4 settembre 1780 - demolito nel 1786
Tombe famoseJean de La Fontaine
Louis Marchand
Jean-Baptiste Barrière
Louise Julie de Mailly
Edme Dumont
Mappa di localizzazione
Map

Il cimitero degli Innocenti (in lingua francese: cimetière des Innocents o cimetière des Saints-Innocents), costruito nel Medioevo, chiuso nel 1780 e smantellato nel 1786, fu uno dei più grandi cimiteri parrocchiali parigini e forse il più famoso fra tutti i camposanti esistiti nelll'attuale capitale della Francia.[1][2] Era situato nell'odierna Place Joachim-du-Bellay, nei pressi del quartiere di Halles e della Chiesa di Saint-Eustache, a meno di un chilometro a nord dalla Cattedrale di Notre-Dame. Lungo 130 metri e largo circa 65, era delimitato a nord da Rue Aux Fers (oggi Rue Berger), ad est da Rue Saint Denis, a sud da Rue de la Ferronerie e ad ovest da Rue de la Lingerie.[3][4] Prendeva il nome dalla vicina Chiesa dei Santi Innocenti (Parigi), ai tempi situata nell'angolo nord-est della piazza e demolita nel 1787,[5][6] ed ospitò fino al Seicento una delle più antiche e famose raffigurazioni della Danza macabra.[7][8][9]

Il comprensorio era dedicato agli infanti martiri nell'episodio narrato nel Vangelo secondo Matteo (2,1-16[10]) della Strage degli Innocenti ordinata da Erode il Grande. Fu tristemente noto come "Carnaio degli Innocenti" in ragione della sua generale malasanità: pessime sepolture; corpi accatastati l'uno sull'altro; ossari stracolmi che collassavano su sé stessi riversando oltre le mura i resti; prodotti dalla decomposizione dei cadaveri che defluivano nelle strade, venendo quindi a contatto dei passanti e facendosi fonte di epidemie. Durante gli anni in cui il cimitero era attivo, «si diceva che in quella terra un cadavere si decomponesse fino alle ossa entro nove giorni».[11] Una volta chiuso, i corpi furono riesumati e trasportati alle neonate Catacombe di Parigi, presso il Cimitero di Montparnasse.[12][13]

Esistono testimonianze di un antico cimitero con annesso sacello d'epoca merovingia nella zona allora extra-muraria di Parigi, scomparsi nel IX secolo nel generale contesto delle incursioni normanne, confermate dal rinvenimento (nel biennio 1973-1974) d'alcuni sarcofagi del periodo.[14] Secondo altre fonti, nel X secolo venne eretto un sacello dedicato a San Michele nel quartiere di Champeaux, l'odierno quartiere di Halles, che, nel 1130, Luigi VI di Francia (r. 1108-1137) promise di sostituire con una chiesa più grande, intitolata ai Santi Innocenti, posta a nord-est lungo la Rue Saint-Denis. Più o meno contemporaneamente alla chiesa, sarebbe sorto l'omonimo cimitero che divenne di proprietà della chiesa medesima.[15] Nel 1137, sotto Luigi VII di Francia (r. 1137-1180), secondo taluni il vero fondatore della Chiesa dei Santi Innocenti,[16] il cimitero divenne di notevole importanza, quando lo Champeaux divenne il nuovo mercato centrale parigino, ma, da allora e fino alla sua chiusura, fu sempre accompagnato da una cattiva reputazione: descritto come un pozzo nero e sporco, con animali vaganti alla ricerca di cibo, ladri, vagabondi e prostitute nei paraggi, oltreché intraprendenti tombaroli che saccheggiavano le tombe per estrarre gli organi dai cadaveri e venderli agli studenti di medicina dell'Università di Parigi. Allo stato attuale della ricerca, il termine post quem per la creazione di una ecclesia Sanctorum Innocentum resta il 1156.[F 1]

Inizialmente, il cimitero venne utilizzato solo per la sepoltura dei sacerdoti appartenenti alla potente parrocchia della Chiesa di Saint-Germain-l'Auxerrois[17] ma poco tempo dopo, durante lo smembramento della stessa e la conseguente fondazione della parrocchia dei Santi Innocenti,[18] vi ottennero sepoltura anche i cittadini parigini. Per opera di Filippo II di Francia (r. 1180-1223), tra il 1185 ed il 1190, il comprensorio degli Innocenti venne massicciamente ristrutturato: la chiesa prese la sua forma definitiva;[19] il cimitero, ormai già noto come il camposanto parigino per eccellenza,[F 2] fu ampliato e circondato da mura di tre metri d'altezza; fu eretta la prima fontana; ecc.[20] Subito dopo, con l'erigenda della c.d. "Cinta di Filippo Augusto" (1190-1209), il cimitero (come tutto il vecchio comprensorio di Saint-Germain) divenne intra-murale.[21][22] Nel 1218, il comprensorio fu ampliato grazie ad una donazione dell'allora vescovo di Parigi, Pierre de La Chapelle (c. 1208-1219).[15][23]

Il celebre ossario della Danza Macabra nel Cimitero degli Innocenti.

Dal 1350 al 1421, si ha la prima menzione d'una reclusa presso la Chiesa degli Innocenti; nei decenni successivi, il fenomeno si ripeté, tanto che il comprensorio di dotò di apposite strutture.[24] Fu qui che, nel 1486, fu rinchiusa Renée de Vendômois quando Carlo VIII di Francia (r. 1483-1498) commutò la sua condanna al rogo alla reclusione forzata.[25] Sempre negli anni a cavallo tra Trecento e Quattrocento, causa la crescita della popolazione e il conseguente sovraffollamento delle inumazioni, fu necessario, lungo le mura del cimitero, ricorrere allo scavo di fosse comuni entro le quali ammassare circa 1500 corpi ciascuna prima di procedere allo scavo di una successiva. Si procedette inoltre a svuotare buona parte dei sepolcri presenti a scopo di riutilizzo, mentre si diede facoltà ai privati di promuovere l'erigenda di grandi gallerie-ossario, archivoltate e mansardate, chiamate charnier come le consuete cappelle ossario,[N 1] a cavallo del muro ovest del camposanto, lungo Rue de la Lingerie. Il primo charnier fu finanziato da tale Bertrand de Rouen prima del 1387,[26] imitato poco dopo (1389) dallo scrivano (e presunto alchimista) Nicolas Flamel (1330-1418)[26][27][28] e da diversi altri borghesi parigini.[29]

Datano al XV secolo le opere d'arte più celebri realizzate nel comprensorio. Nel 1407, il predetto Flamel commissionò un gruppo scultoreo per il Piccolo Ossario che guadagnò grande fama nei secoli successivi presso gli alchimisti.[30][N 2] Nel 1408, Giovanni di Valois, duca di Berry (c. 1360-1416), commissionò il gruppo scultoreo con l'Incontro dei tre vivi e dei tre morti posizionato sul portale della chiesa.[31] Tra l'agosto 1424 e la Quaresima del 1425, durante la monarchia duale di Francia e Inghilterra, quando Giovanni Plantageneto, I duca di Bedford, governò Parigi come reggente, a seguito della morte di Enrico V di Inghilterra (r. 1413-1422) e di Carlo VI di Francia (r. 1380-1422), venne invece dipinto l'affresco della Danza macabra sotto l'ossario del lato sud del cimitero – una delle raffigurazioni più antiche e più note del tema in quel periodo.[7][8][9] Pochi anni dopo, così il cronista Gilberto di Metz (1391-1430/1436) descrisse il comprensorio:

(francese)
«Là est un cimetière moult grant, enclos de maisons appelées charniers là où les os des morts sont entassés. Illec sont paintures notables de la dance macabre et autres avec escriptures pour esmouvoir les gens à dévotion»
(italiano)
«Lì c'è un cimitero molto grande, circondato da case chiamate "charniers" [ossari], dove sono ammucchiate le ossa dei morti. Vi sono notevoli dipinti della Danza Macabra e altri con iscrizioni per indurre la gente alla devozione.»

Nel 1449, la proprietà del comprensorio era ancora riconosciuta alla parrocchia di Saint-Germain-l'Auxerrois[32] che, nel 1474, riconobbe ad alcuni mercanti il diritto di erigere negozi a ridosso delle mura perimetrali del cimitero.[33]

Cimitero degli Innocenti (Parigi) nel 1550 - ill. in Hoffbauer 1885

Nel XVI secolo, l'anatomista rinascimentale Andrea Vesalio (1514-1564), come molti altri suoi colleghi di studio, sfruttò la disponibilità di corpi del Cimitero degli Innocenti per approfondire gli aspetti più pratici della materia, allora avulsi dal percorso formativo universitario.[34] Nel 1549 fu eretta accanto alla chiesa la Fontana delle Ninfe.[35] Al volgere del Cinquecento, il comprensorio del cimitero finì risucchiato negli eventi e nei successivi miti legati alle guerre di religione francesi (1562-1598): già nel 1535, un merciaio accusato di vendere libri eretici tedeschi fu arso entro il camposanto; nel 1570, fu spostata entro gli Innocenti la croce espiatoria che gli eredi di Philippe de Gastine avevano eretto sul sito della casa del mercante convertitosi al protestantesimo e rasa al suolo dai cattolici, operazione che fu effettuata nottetempo per contenere i disordini; nel 1572, all'indomani della Notte di san Bartolomeo, nel Cimitero degli Innocenti lo sbocciare di un biancospino fu dai cattolici interpretato come auspicio favorevole all'eccidio appena commesso;[36] durante l'assedio di Parigi (1590), la popolazione cittadina, affamata, assaltò il comprensorio per ricavare farina dalle ossa dei morti![37] Il Cimitero degli Innocenti (e la sua lordura) era ormai un luogo simbolo di Parigi e come tale citato durante le descrizioni della città: se ne trova diretta menzione nelle pagine del Pantagruel (1532) di François Rabelais (1483/94-1553)[38] mentre la celebre guida parigina dello stampatore Gilles Corrozet (1510-1568) menziona una leggenda cittadina secondo la quale la terra degli Innocenti avrebbe avuto poteri magici.[39]

Cimitero degli Innocenti - dettaglio nella mappa di Parigi di Derveaux e Tavernier

Il 14 maggio 1610, mentre transitava nei pressi del cimitero, lungo Rue de la Ferronnerie, Enrico IV di Francia (r. 1589-1610) fu assassinato.[40] Forse non a caso, alcuni decenni dopo (1669), Luigi XIV di Francia (r. 1643-1715), nipote di Enrico IV, ordinò che Rue de la Ferronnerie fosse massicciamente ristrutturata ed ampliata a discapito del cimitero: l'Ossario des Lingères fu allora demolito e l'affresco della Danza Macabra distrutto per sempre, mentre contestualmente si apriva un nuovo ingresso nel camposanto.[7][8][41] Tra XVII e XVIII secolo, la vocazione laica del comprensorio, nonostante l'insalubrità del luogo, seguitò a crescere. Così, nelle parole dell'abate Ambroise Ledru (1849-1935), «modiste e scrivani pubblici finirono per invadere gli ossari» guadagnando loro gli strani nomi ormai attestati sulle mappe del cimitero del 1733 e 1756: Ossari degli Scrittori ed Ossario des Lingères.[42][43] Varie fonti confermano poi che, all'epoca, il sito era ormai meta di pellegrinaggi da parte di alchimisti ed appassionati dell'occulto.[44][45] Sempre in questo periodo, una serie di lavori modificarono profondamente il comprensorio: come evidenziato dalla mappa del 1780 edita in Dufour 1885, lo spazio tra la chiesa ed il cimitero fu marcato da un piccolo muro di cinta contro il quale venne eretta la casa del custode, mentre le mura perimetrali ed i relati ossari lungo Rue de la Ferronnerie furono inglobati in alti caseggiati mentre lungo Rue de la Lingerie si evincono corpi di fabbrica anche se non indicati come case.

Smantellamento del Cimitero degli Innocenti - disegno di Charles-Louis Bernier (1783)

Nel Settecento, l'insalubrità del Cimitero degli Innocenti divenne intollerabile. Già sotto Luigi XV di Francia (r. 1715-1774), alcuni ispettori della municipalità denunciarono le difficoltà nel condurre gli affari nella zona a causa delle condizioni igieniche deprecabili del camposanto, eccessivamente saturo di corpi oltretutto in incompleto stato di decomposizione.[N 3] Due editti di Luigi XVI di Francia (r. 1774-1791) ordinarono di ricollocare fuori città tutti i cimiteri parrocchiali parigini ma l'ordine fu respinto dalle autorità ecclesiastiche coinvolte che ottennero invece fondi per ristrutturare i complessi, tra cui anche la Parrocchia degli Innocenti. Per ridurre il numero delle sepolture, fu deciso di aumentare la tassa sulle stesse. A partire dal 10 marzo 1776, fu promulgato un decreto che sancì la chiusura del cimitero degli Innocenti entro il dicembre 1780. Dopo un prolungato periodo di pioggia, nella primavera 1780, le condizioni del cimitero divennero insostenibili. Il 7 maggio di quell'anno, crollò uno dei muri perimetrali di una fossa del cimitero, adiacente alle pareti di un seminterrato di un ristorante sito in Rue de la Lingerie. A causare l'incidente fu la formazione di liquami provenienti dalla decomposizione dei cadaveri, oltre alle ossa degli stessi che eccedevano di peso e volume; alcuni corpi senza vita vennero, addirittura, trovati nella cantina dello stesso ristorante, quando l'oste vi scese a spillare del vino. Lo scandalo convinse, il 4 settembre 1780, presso il Parlamento, il luogotenente generale della polizia Jean-Charles-Pierre Lenoir (1732-1807) a prendere la definitiva decisione di chiudere il cimitero, vietando così ulteriori sepolture. La risoluzione fu estesa a tutti i cimiteri parrocchiali parigini, in ragione dell'evidente malasanità della situazione, e ratificata dal Re.[5]

Il Mercato degli Innocenti - ill. in Hoffbauer 1885

A partire dal 1 dicembre 1780, il Cimitero degli Innocenti chiuse definitivamente i suoi cancelli, nonostante le proteste delle autorità parrocchiali che persero gli introiti delle tasse di sepoltura.Le pessime condizioni igieniche del camposanto seguitarono però ad arrecar disturbo. Il 9 novembre 1785, su proposta dell'ispettore generale delle cave Charles-Axel Guillaumot (1730-1807), fu deciso di riesumare i corpi e spostare le ossa (ma solo ossa rinvenute non oltre 1,60 m di profondità, motivo per cui oggi buona parte dei defunti riposano ancora sotto Place Joachim-du-Bellay) altrove. Lenoir promosse nel frattempo la costruzione delle Catacombe di Parigi e, per far ciò, fu deciso di utilizzare delle vecchie cave in pietra site vicino al quartiere di Montparnasse, lungo il sobborgo Tombe-Issoire, dall'omonima strada (Rue de la Tombe-Issoire) ancoroggi esistente.[12][13] Per tale trasferimento occorsero 15 mesi di lavoro, caratterizzati da quotidiane processioni in presenza di sacerdoti. Durante le riesumazioni, molti corpi erano incompleti ed alcuni ancora in decomposizione. L'alta concentrazione di grassi, in particolare di acido margarico, nei cadaveri fu recuperata per realizzare candele e saponi.[5][12] Il 15 novembre 1785, nel frattempo, l'arcivescovo Antoine-Eléonore-Léon Le Clerc de Juigné (c. 1781-1802) fondeva la vecchia parrocchia dei Santi Innocenti con quella di Sant-Jacques-la-Boucherie,[46] chiesa presso la quale vennero trasportate le lastre funebri sopravvissute allo smantellamento del camposanto.[47]

L'ossario del Cimitero degli Innocenti nelle Catacombe di Parigi

Nel 1786, il Cimitero degli Innocenti fu raso al suolo, fornendo materiale per la contestuale ristrutturazione del Louvre.[48] La Chiesa degli Innocenti fu invece abbattuta nel biennio 1786-1787.[49] Sul sito del comprensorio fu ampliato il mercato cittadino, inaugurato nel 1788 da lì innanzi chiamato Mercato degli Innocenti (fr. Marché des Innocents). La Fontana delle Ninfe fu smantellata e ricostruita come monumento a sé stante nel centro di detto mercato, prendendo allora il nome di "Fontana degli Innocenti", salvo poi essere successivamente ristrutturata e ricollocata in Place Joachim-du-Bellay. L'architetto Charles-Louis Bernier (1755-1830) fece molti disegni del comprensorio sia prima sia durante la demolizione del cimitero.[50][51] Nel 1856, il progetto di ristrutturazione di Victor Baltard (1805-1874), fece del Mercato degli Innocenti una struttura modulare di padiglioni in acciaio e vetro, poi nota come Les Halles (da cui derivò il nuovo nome del quartiere), cancellando ogni memoria visiva del vecchio comprensorio del cimitero[52] nel generale contesto della radicale trasformazione di Parigi sotto il Secondo Impero.[53] Una ventina d'anni dopo, Valentin Dufour pubblicò la sua prima monografia sul Cimitero degli Innocenti (v.si Bibliografia).

Le dimensioni del Cimitero degli Innocenti stupiscono oggi per la loro modestia, 130x65 m (circa un ettaro),[N 4] ma ne facevano, al tempo, il più grande camposanto di Parigi. Era delimitato a nord da Rue Aux Fers (oggi Rue Berger), ad est da Rue Saint Denis, a sud da Rue de la Ferronerie e ad ovest da Rue de la Lingerie.[3][4] Le porte originarie, visibili nella mappa del 1550 riprodotta in Dufour 1885, erano quattro: tre ingressi d'angolo (rispettivamente Porta San Giacomo all'incrocio tra Rue Saint Denis e Rue de la Ferronerie, Porta San Germano all'incrocio tra Rue de la Ferronerie e Rue de la Lingerie, Porta Sant'Eustachio all'incrocio tra Rue de la Lingerie e Rue Aux Fers) ed un ingresso lungo il lato nord (Rue Aux Fers) che immetteva nel camposanto trovandosi con la chiesa sulla sinistra. Con la ristrutturazione del 1669, fu aggiunto un nuovo ingresso nel mezzo del muro appena ristrutturato lungo Rue de la Ferronerie le cui arcate sono ancora visibili.[7][8][41] Porta Sant'Eustachio, rivolta verso la limitrofa, omonima chiesa, collegava direttamente il cimitero con il mercato di Halles. Sul muro parallelo a Rue de la Lingerie sorgevano le tre cappelle di Orgemont, Villeroy e Pommereux, edificate sopra il lotto di terra assegnato al Hôtel-Dieu (Parigi), il più antico ospedale cittadino.[54] Figuravano poi nel camposanto, come di consueto, una nutrita serie di edifici e monumenti secondari che passiamo ora ad approfondire.

Lo stesso argomento in dettaglio: Cappella ossario.
I charnier nel chiostro della chiesa di Saint-Séverin (Parigi), memento delle strutture similari una volta agli Innocenti[55]

Una volta simbolo del Cimitero degli Innocenti, i charnier, a un tempo gallerie archivoltate gotiche con mansarde adibite ad ossario, sono oggi scomparsi. Gli studiosi ne ravvisano un esempio fedele all'originale nelle strutture che ancora oggi ornano il chiostro quattrocentesco della chiesa di Saint-Séverin, sempre a Parigi.[55]

Rispetto al perimetro del cimitero, queste strutture tardo-medievali, ribattezzate entro il Settecento come anticipato, erano così distribuite: il Vecchio Ossario (19 arcate) lungo Rue Aux Fers; il Piccolo Ossario o Ossario della Vergine (4 arcate) lungo Rue Saint-Denis; l'Ossario des Lingères ("delle Donne della biancheria", 27-28 arcate), lungo Rue de la Ferronerie, ove si trovava l'affresco della Danza Macabra; e l'Ossario degli Scrittori (17 arcate), lungo Rue de la Lingerie.[42][43]

Edificati, come visto, per iniziativa della borghesia parigina, i charnier erano decorati da gruppi scultorei, rilievi, epigrafi ed affreschi tra cui spiccarono, per fortuna posteriore, l'Arco Flamel (1407) e l'affresco della Danza Macabra (1424).

La danza macabra

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Lo stesso argomento in dettaglio: Danza macabra.

Come anticipato, l'affresco realizzato nel 1424 tra le arcate dell'Ossario lungo Rue de la Ferronerie fu una delle più antiche e famose raffigurazioni della Danza macabra nell'arte europea.[7][9] Distrutto nel Seicento, l'affresco ci è giunto attraverso incisioni popolari rinvenute nel Manoscritto di Blois, conservato nel Gabinetto delle Stampe della Biblioteca Nazionale di Francia. L'opera principiava sotto la diciassettesima arcata del Charnier des Lingères.[56] Si componeva, nel suo insieme, di una parte prettamente pittorica e di una poetico-letteraria: in pratica, una serie d'immagini evocative accompagnate da versi altrettanto evocativi. L'autore dei versi e, probabilmente, del soggetto in sé è stato identificato nel celebre teologo Jean Gerson (1363-1429),[57] mentre l'affresco è stato attribuito a Giovanni d'Orléans, pittore al servizio di Carlo VI di Francia e già intimo dell'allora defunto Duca di Berry.[58]

Mort Saint Innocentstatua già al Cimitero degli Innocenti (1530-1786), oggi al Museo del Louvre[59]
Danse Macabreincunabolo di Guidone Mercatore, Parigi (1486), ispirato alla Danza Macabra degli Innocenti

Il soggetto del memento mori, anzitutto rappresentato dal motivo iconografico del Trionfo della Morte oltre che da speculazioni teologico-filosofiche, s'era diffuso sistematicamente nell'areale alpino e nelle regioni limitrofe (Germania, Francia e Italia) a partire dagli Anni 1350, dopo l'ecatombe della Peste nera.[60] Per la maggior parte dei fedeli, infatti, la parola scritta aveva solo un'influenza indiretta e le speculazioni teologico-filosofiche sul tema del XIII-XIV secolo (v.si per l'Italia I Trionfi di Francesco Petrarca) erano passate inosservate.[61] Il passaggio alla rappresentazione visiva fu quindi un momento cruciale, per la Danza Macabra come per qualsiasi altro tema di meditazione. L'apparire, nel cuore della Parigi sconvolta dalla recrudescenza della Guerra dei cent'anni (1337-1453), della "Danza degli Innocenti" fu epocale. Sotto scene dipinte tra le arcate di una galleria, le ottave del poema di Gerson appaiono a un'altezza che ne consente la lettura. Sotto ogni arcata dell'architettura riprodotta approssimativamente, sono raffigurati in successione il narratore, quattro musicisti morti, poi due coppie di vivi e morti, e infine il re defunto. Lo sfondo era spoglio, fatta eccezione per alcuni fiori disegnati schematicamente. I morti sono allungati e allampanati, scorticati, i loro addomi sono aperti ed eviscerati – la decomposizione fa qui il suo ingresso nell'arte medievale.[62][63] Spesso, i morti si inchinano ironicamente davanti alla loro vittima, aggrappandosi alla persona viva di fronte a loro e afferrando quella a cui si stanno rivolgendo.[64] In quest'opera, come in tutti gli esemplari di Danza Macabra che seguirono, i viventi sfilano in ordine gerarchico, con tutte le insegne del loro rango, mentre i cadaveri che li afferrano sono tutti uguali e anonimi. I testi presentano la morte e la putrefazione del corpo, preda dei vermi, come il destino comune di tutti gli uomini, tanto principi quanto popolani, e proprio questo forte accento sull'uguaglianza sociale, dagli Innocenti in poi, caratterizzerà e distinguerà la Danza Macabra francese da quella prodotta in area germanica.[65][66]

Lo stesso argomento in dettaglio: Macabro.

L'iconografia della morte così come venne codificata negli apparati pittorici e scultorei del Cimitero degli Innocenti è stata, a partire dall'opera di Johan Huizinga (1872-1945), considerata capostipite delle raffigurazioni tematiche tipiche del Tardo Medioevo: la Danza macabra e l'Incontro dei tre vivi e dei tre morti.[67][68] Ciò anzitutto in ragione del fatto che non si conoscono esemplari antecedenti rispettivamente ai Tre vivi e tre moti commissionati dal Duca di Berry nel 1408 (seppur il soggetto dell'incontro sia stato raffigurato pre-1350 entro il grandioso complesso pittorico del Trionfo della Morte di Buonamico Buffalmacco nel camposanto monumentale di Pisa ed in un affresco nella chiesa di Santa Segolena di Metz distrutto durante i restauri di fine XIX secolo)[69] e, soprattutto, alla Danza macabra realizzata nel 1415.[7][8][N 5] Importante anche ricordare che le opere furono realizzate a cavallo di due importanti fatti di sangue che coinvolsero Parigi e la Francia intera nel generale contesto della Guerra civile tra Armagnacchi e Borgognoni (1407-1435): l'assassinio di Luigi I d'Orleans (1407)[70] e l'assassinio di Giovanni di Borgogna (1419).[71] Purtroppo, entrambe le opere sono oggi perdute e dell'intero "apparato macabro" del comprensorio ci resta solo la c.d. "Morte degli Innocenti" (fr. Mort Saint Innocent) o "Grande Morte", una statua in alabastro cinquecentesca oggi conservata nel Museo del Louvre.[59]

Questa Ars moriendi,[72] si propagò in Europa con una eco più vasta di qualsiasi precedente idea religiosa.[68][73] Il tema godette da subito di un buon riscontro letterario, venendo per esempio citato nell'opera d'intellettuali quattrocenteschi (v.si Le Testament di François Villon, 1431-1463), e fondamentale in questo senso fu la produzione di incunaboli che trasposero su carta la Danza degli Innocenti,[74] come appunto l'incunabolo di Guidone Mercatore stampato a Parigi nel 1485.[F 3]

Chiesa degli Innocenti

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Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dei Santi Innocenti (Parigi).
Chiesa degli Innocenti (Parigi) - incisione di Silvestre Israël (pre-1655)

Come il cimitero, anche la Chiesa dei Santi Innocenti ebbe un'origine fumosa e non molto chiara. Allo stato attuale della ricerca, come anticipato, il termine post quem per la creazione della ecclesia Sanctorum Innocentum è il 1156.[F 1] Come il resto del comprensorio, prese una forma definitiva anzitutto grazie alla ristrutturazione promossa da Filippo II di Francia nel lustro 1185-1190. La ricostruzione dell'edificio, basata sulle evidenze pittoriche, soprattutto cinquecentesche, e sugli schizzi e le mappe degli architetti e degli artisti coinvolti nella lunga demolizione settecentesca, lega però abbastanza sicuramente l'erigenda del tempio definitivo al principio del XIII secolo con ristrutturazione finale nel XV secolo.[75] Il muro di cinta che separava fisicamente la chiesa del cimitero, lungo il quale fu edificata la casa del custode, fu invece un'aggiunta successiva, posteriore al 1550, come evidenziato dalla mappa del 1780 edita in Dufour 1885.

Orientata sull'asse est-ovest, la Chiesa degli Innocenti era un esempio della prima architettura gotica francese: basata sul modello della celebre cattedrale parigina, a tre navate con una galleria a ridosso della navata sud, con archi acuti su pilastri molto solidi ed archi rampanti molto pronunciati per la zona absidale. Sia la navata settentrionale sia la galleria erano occupate da cappelle laterali. L'abdise era dominato dal coro cui si affiancava a sud la Cappella della Vergine ed a nord la Sacrestia. L'ingresso del tempio era preceduto da un avancorpo entro il quale si trovavano la cappella della comunione, il fonte battesimale ed una piccola sacrestia. Modelli simili sono individuati in altre piccole chiese gotiche dell'Ile-de-France quali la Chiesa di Saint-Hermeland (Bagneux) o la Chiesa di Saint-Denys (Arcueil).[6]

La Chiesa degli Innocenti fu abbattuta nel biennio 1786-1787, subito dopo la demolizione del cimitero.[49]

Fontana degli Innocenti

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Lo stesso argomento in dettaglio: Fontana degli Innocenti.
La Fontana degli Innocenti oggi, nel centro di Place Joachim-du-Bellay

Una prima fontana fu posizionata nel cimitero probabilmente durante la ristrutturazione promossa da Filippo II di Francia nel lustro 1185-1190.[20] Nel 1549, Enrico II di Francia (r. 1547-1559) fece sostituire l'antica fontana con la più celebre Fontana delle Ninfe (fr. Fontaine des Nymphes), già edificata per celebrare l'ingresso del re a Parigi, ad opera dell'architetto Pierre Lescot (1515-1578), con decorazioni e sculture di Jean Goujon (1510-1568). Originariamente progettata come loggia aperta, addossata alla Chiesa degli Innocenti (una quarantina di metri dal suo collocamento attuale a nord-est della piazza, all'incrocio della rue Saint-Denis e della rue aux Fers, parte dell'attuale rue Berger), aveva solamente tre arcate ornate da cinque naiadi, due decoranti l'arcata che dava sulla rue Saint-Denis e le restanti tre scolpite sulle due arcate che si affacciavano sulla rue aux Fers. Una serie di pilastri d'ordine corinzio posti ad inquadrare ciascuna arcata, sosteneva un fregio ed un attico con frontone triangolare. L'intera struttura poggiava su di un basamento da cui l'acqua scorreva attraverso dei piccoli mascheroni.[76][35]

Alla demolizione della Chiesa degli Innocenti (1785), la fontana fu smontata, trasformata in un tetrapilo neoclassico e collocata nella sua posizione attuale.[35]

Reclusori degli Innocenti

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Lo stesso argomento in dettaglio: Reclusori degli Innocenti.

Come anticipato, fin dal Trecento il Cimitero degli Innocenti fu interessato dalla presenza di reclusi, spesso volontari, che sceglievano di isolarvisi dal mondo. Nel Tardo Medioevo, il cimitero ospitava stabilmente due spazi destinati a reclusorio/eremo, i c.d. "Reclusori dei Santi Innocenti": il primo tra la chiesa e la fontana e il secondo sul lato opposto.[24]

Altri monumenti ed opere

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  • Arco Flamel – gruppo scultoreo in rilievo sul lato dell'ossario in Rue Saint-Denis, commissionato da Nicolas Flamel. Raffigurava il committente affiancato dalla moglie in preghiera ai piedi di Cristo, San Pietro e San Paolo, circondato da angeli, con le iniziali "NF" su degli scrittoi. Al di sotto del gruppo principale, un fregio di cinque bassorilievi: un leone alato, angeli, una scena di resurrezione, due draghi in lotta, ecc. A seguire, un secondo fregio su tre pannelli raffiguranti la Strage degli Innocenti, che aveva dato il nome al cimitero. L'iconografia dell'opera è simile a quella di altri monumenti funerari nel comprensorio.[30]
  • Coro esterno/Pulpito (fr. préchoir) – un piccolo edificio rettangolare coperto da un tetto a punta dalla guglia molto pronunciata, utilizzato durante i funerali ed a disposizione di eventuali predicatori itineranti.[77]
  • Croce di Bureau – una grande croce in pietra posata nel 1451 dal prevosto dei mercanti Jean Bureau sulla tomba dei suoi genitori.
  • Croce Gastine – grande croce-obelisco in pietra, già croce espiatoria eretta sulle rovine di casa Gastine spostata nel 1570 entro il cimitero.[36]
  • Obelisco degli Innocenti (fr. Obélisque des Innocents) – l'obelisco eretto in memoria del borghese parigino Nicolas Hennequin, deceduto nel 1556, è l'unico monumento funebre superstite del cimitero, visibile nel parco dell'antico castello di Betz, nell'Oise, ove fu spostato nel 1780 per volontà della Principessa di Monaco Maria Caterina Brignole Sale (r. 1757-1795), ai tempi proprietaria di questo castello. Durante gli anni della Rivoluzione francese e con l'occupazione tedesca durante i due conflitti mondiali del XX secolo, l'obelisco riportò diversi danni esteriori, ma nonostante tutto è rimasto in buona parte intatto.
  • Torre di Notre-Dame-des-Bois – una torre ottagonale su tre livelli, ornata su di un lato da un'edicola con statua della Vergine Maria.[55] Si pensa che fungesse da lanterna dei morti,[44] sebbene la sua funzione originaria sia sconosciuta.

Funzionamento

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Si è stimato che, dal Medioevo fino al XVIII secolo, il Cimitero degli Innocenti ospitò cadaveri appartenenti a 22 parrocchie parigine, oltre ai deceduti provenienti dall'Hôtel-Dieu (Parigi), il più antico ospedale cittadino, ai morti di peste ed ai cadaveri ignoti ripescati dalla Senna, rinvenuti lunghe le strade o presso il vicino quadrivio della celeberrima "Corte dei miracoli", per un totale di circa due milioni di parigini.[78] L'elevato numero di inumazioni fu certamente alla base della disastrosa condizione d'insalubrità che porto, negli Anni 1780, alla chiusura ed allo smantellamento del comprensorio.

Nel corso del XII secolo, quando il cimitero aprì le porte alla cittadinanza, ai cadaveri furono assegnati dei sepolcri singoli: per i cittadini ricchi, la sepoltura avveniva mediante bare di legno, mentre i poveri venivano avvolti da semplici lenzuola ed inumati. Come anticipato, a partire dal tardo XIV secolo i morti iniziarono ad essere ammassati nei charnier. Presumibilmente non molto dopo, in ragione degli spazi ridotti, prese campo la prassi di riciclare sepolcri e casse. Maggiori dettagli sulla tipologia delle sepolture deriva dal relativo tariffario, datato al XVII secolo,[79] trasmessoci dalle fonti: 28 lire per la deposizione in una delle tre cappelle (Orgemont, Villeroy o Pommereux); 25 lire per la deposizione nel Piccolo Ossario in bara nuova o 20 in barba riutilizzata; negli altri ossari, 18 lire per una bara nuova o 15 lire per una bara riutilizzata; 5 lire per l'inumazione a terra in bara nuova o 3 lire per bara riciclata (rispettivamente 3 ed 1 lire nel caso il defunto fosse un bambino).[80]

Parigi si dotò massicciamente, a partire dal Trecento, di confraternite religiose[81] le cui attività coinvolsero il Cimitero degli Innocenti.

Il cimitero come luogo di ritrovo nella Parigi tardo medievale e moderna

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Il gusto per il macabro che abbiamo approfondito parlando della "Danza degli Innocenti" sarebbe stato alla base del successo sociale che il comprensorio degli Innocenti riscosse presso i parigini. La cittadinanza ne fece un luogo di ritrovo e di mondanità,[82] al punto che, nel Quattrocento, vi si tennero anche delle feste,[F 4][83] cosa comunque non insolita nel Medioevo, specie in una città festosa come Parigi,[84] dato che la celebrazione delle cerimonie liturgiche comprendeva allora aspetti della drammatizzazione teatrale (dialogo, musica, uso d'elementi scenografici – v.si Teatro medievale) che ne facevano una sacra rappresentazione, come nel caso tutto francese dei "Misteri", che s'appoggiava ovviamente su strutture religiose (chiese, cimiteri ed ospedali) e culminava in una festa. Come anticipato, questa vocazione laica del Cimitero, certo ratificata quando, al volgere del XV secolo, vi si aprirono delle botteghe,[33] si mantenne durante tutto il Rinascimento e la prima Età moderna, raggiungendo il suo culmine nel XVIII secolo.[42][43]

Lo stesso argomento in dettaglio: Strage degli innocenti.

Di particolare rilevanza, per comprendere il successo sociale del comprensorio, fu anche la sua titolazione. Il culto dei "Santi Innocenti",[85] inscritti come martiri con memoria liturgica al 28 dicembre nel Martirologio Romano, fu infatti particolarmente sentito nel Quattrocento, secolo «avido di crudele commozione e sanguigna tenerezza».[59] I Santi Innocenti erano allora oggetto di un serrato mercato delle reliquie: per esempio, la chiesa parigina degli Innocenti ricevette in dono da Luigi XI di Francia (r. 1461-1483) la salma integra di uno dei piccoli martiri, conservato in un sarcofago di cristallo.[86]

Sepolture celebri

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Tra i più noti residenti nel cimitero figuravano:

Entro la chiesa degli Innocenti erano invece deposte le spoglie di Riccardo di Pontoise (1170-1179).

Nella cultura di massa

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  • La distruzione della chiesa e la rimozione del cimitero sono stati soggetti del romanzo di Andrew Miller, Pure, vincitore del 2011 Costa Book Awards.
  • Nel libro Scelti dalle tenebre, di Anne Rice, il vampiro Lestat de Lioncourt risiede nel Cimitero degli Innocenti fino alla distruzione di esso.
  • Ne Il gobbo di Notre Dame (film 1996), è possibile che il cimitero vicino alla Cattedrale di Notre-Dame che Quasimodo e Febo usano come ingresso per la Corte dei miracoli richiami liberamente il Cimitero degli Innocenti (anche se nel film il cimitero viene posto a sud anziché a nord del tempio).
Esplicative
  1. Sull'etimologia della parola di lingua francese charnier, si rimanda a Dufour 1874, pp. 53-56.
  2. La nascita del mito secondo cui l'Arco Flamel agli Innocenti avrebbe contenuto simboli alchemici si deve (LA) Robert Duval, De veritate et antiquitate artis chemicae, Parigi, 1561.
  3. Il rapporto sarebbe stato conservato nell'Archivio del Hôtel de Ville (Parigi), andato distrutto nell'incendio del 1871, all'inventario n. 636 ed è cit. in Dufour 1874, pp. 36-40.
  4. A titolo di confronto, si consideri che, oggi, il Cimitero di Père-Lachaise, il cimitero monumentale più grande e famoso di Parigi, cuba quasi 44 ettari - v.si Charlet 2003.
  5. La Bibliotheca latina mediae et infimae aetatis (1734-1746) del bibliografo Johann Albert Fabricius (1668-1736) menziona una Danza macabra realizzata a Minden (Vestfalia) nel 1383 ma non ne esiste altra memoria, mentre l'altro celebre ed ormai distrutto affresco sul tema si trovava a Basilea e fu realizzato nel 1439, alcuni lustri dopo la Danza macabra degli Innocenti – v.si Dufour 1874, pp. 79-81 vs. (LA) Johann Albert Fabricius, Bibliotheca latina mediae et infimae aetatis, V, Amburgo, 1736, p. 2. Una cronotassi delle Danze macabre di certa esistenza e datazione è riportata in Dufour 1874, pp. 100-101.
  6. L'ufficiale smentita dell'inumazione di Jean de La Fontaine (1621-1695) nel Cimitero di San Giuseppe (Parigi) già riportata da Pierre-Joseph Thoulier d'Olivet nella Histoire de l'Academie françoise, II. Depuis 1652 jusqu'à 1700 (1729) in Hillairet e Payen-Appenzeller 1985.
Fonti medievali
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  2. (LA) Rigord, Gesta Philippi Augusti, 1196-1200. Ed. (FR) Rigord, Histoire de Philippe Auguste, a cura di Élisabeth Carpentier, Georges Pon e Yves Chauvin, Éditions du CNRS, Parigi, 2006, pp. 222-223.
  3. V.si Gerson 1485 in Bibliografia.
  4. (FR) Journal d'un bourgeois de Paris, I, Parigi, 1405-1449?, pp. 233-234, 276 e 392.
Bibliografiche
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  4. 1 2 Ragon 1986, p. 58.
  5. 1 2 3 Cadet de Vaux 1783, passim.
  6. 1 2 Couzy 1972, passim. Per gli ambienti, v.si relativa mappa in fig. 5 (p. 284) e alzato in fig. 10 (p. 289).
  7. 1 2 3 4 5 6 Huizinga 1983, p. 197.
  8. 1 2 3 4 5 (EN) Sophie Oosterwijk, Of dead kings, dukes and constables. The historical context of the Danse Macabre in late-medieval Paris, in Journal of the British Archaeological Association, 161(1), 2008, pp. 131-162, DOI:10.1179/174767008x330563.
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  11. (FR) Antoine Le Roux de Lincy, Le Livre des légendes, Silvestre Libraire, Parigi, 1836, p. 95. Cit. in Huizinga 1983, p. 200.
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  25. Ledru 1892, passim.
  26. 1 2 Dufour 1874, p. 59.
  27. Métayer 1993, p. 189.
  28. Wilkins 1993, pp. 47-49.
  29. Dufour 1874, pp. 62-63.
  30. 1 2 Wilkins 1993, pp. 53-55.
  31. Dufour 1874, p. 63.
  32. Dufour 1874, p. 45.
  33. 1 2 Dufour 1874, p. 47.
  34. (LA) Andrea Vesalio, 39, in De humani corporis fabrica, I, Johannes Oporinus, Basilea, 1543.
  35. 1 2 3 (FR) Elsa Ricaud, La restauration de la fontaine des Innocents à Paris, in In Situ. Revue des patrimoines, vol. 51, 2023, DOI:10.4000/insitu.39083, ISSN 1630-7305 (WC · ACNP).
  36. 1 2 (EN) Mack P. Holt, The French Wars of Religion 1562-1626, Cambridge University Press, 2005, pp. 79-80.
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  38. (FR) François Rabelais, VII e XVI, in Pantagruel, C. Nourry, Lione, 1532. Cit. in Dufour 1874, p. 16.
  39. Corrozet 1532. Cit. in Dufour 1874, pp. 18-19.
  40. (FR) Christian Bombédiac, Le dernier jour d'Henri IV: Ravaillac poignarde le roi en plein coeur, su larepubliquedespyrenees.fr, La République des Pyrénées, 14 maggio 2010. URL consultato l'8 maggio 2017.
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  43. 1 2 3 Ledru 1892, p. 208.
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  84. Lorentz e Sandron 2006, pp. 220-221.
  85. Santi Innocenti, su santiebeati.it. URL consultato il 10 maggio 2017.
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  87. Dufour 1874, p. 60.
  88. Trascrizione completa dell'epitaffio dei coniugi Flamel ed. in (FR) H. Verlet, IV Les Saints Innocents Paris, in Épitaphier du vieux Paris, Parigi, 1989, pp. 125-126. Cit. in Wilkins 1993, pp. 49-50.
  89. Dufour 1874, p. 50.
  90. (FR) Christian Charlet, Le Père-Lachaise : Au cœur du Paris des vivants et des morts, Gallimard, Parigi, 2003, ISBN 2-07-030155-9.

Fonti

Letterarie
Iconografiche

Studi

In italiano
In altre lingue
pre-1950
post-1950

Consultazione

In italiano
In altre lingue
pre-1950
  • (FR) Pierre Champion, François Villon, sa vie et son temps : Tome Premiere, Champion, Parigi, 1913.
  • (FR) Julien de Gaulle, Nouvelle histoire de Paris et de ses environs: Tome I, Frères, Parigi, 1839.
  • (FR) Théodore Joseph Hubert Hoffbauer (a cura di), Paris à travers les âges: aspects successifs des monuments et quartiers historiques de Paris depuis le XIIIe siècle jusqu'à nos jour, Firmin Didot, Parigi, 1885.
  • (FR) Robert de Lasteyrie (a cura di), Cartulaire général de Paris, ou Recueil de documents relatifs à l'histoire et à la topographie de Paris, 528-1180, Imprimerie nationale, Parigi, 1887.
post-1950

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