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Terracina

Coordinate: 41°17′N 13°15′E
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Terracina
comune
Terracina – Stemma
Terracina – Bandiera
Terracina – Veduta
Terracina – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Provincia Latina
Amministrazione
SindacoFrancesco Giannetti (centro-destra) dal 15-5-2023
Territorio
Coordinate41°17′N 13°15′E
Altitudine22 m s.l.m.
Superficie136,59 km²
Abitanti45 076[1] (28-2-2026)
Densità330,01 ab./km²
FrazioniBorgo Hermada, Frasso (in parte condivisa con il comune di Sonnino), La Fiora, San Vito
Comuni confinantiFondi, Monte San Biagio, Pontinia, Sabaudia, San Felice Circeo, Sonnino
Altre informazioni
Cod. postale04019
Prefisso0773
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT059032
Cod. catastaleL120
TargaLT
Cl. sismicazona 3B (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona C, 996 GG[3]
Nome abitantiterracinesi
Patronosan Cesareo
Giorno festivolunedì successivo alla prima domenica dopo il 5 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Terracina
Terracina
Terracina – Mappa
Terracina – Mappa
Posizione del comune di Terracina nella provincia di Latina
Sito istituzionale

Terracina è un comune italiano di 45 076 abitanti[1] della provincia di Latina nel Lazio.

Geografia fisica

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La città è situata nell'Agro Pontino al bordo meridionale della pianura stessa, vicino al promontorio del Circeo, in prossimità della foce del fiume Amaseno, sulla costa tirrenica (golfo di Gaeta).

La città si sviluppa da una propaggine del Monte Sant'Angelo, sulla cui sommità affacciata sul mare si staglia il Tempio di Giove Anxur all'altezza di 226 m slm che troneggia sul centro storico, dalla spiaggia di levante fino al lungomare Circe e la spiaggia di ponente. L'imponente rupe calcarea Pisco Montano, dell'altezza di 128,8 m slm, staccata dal Monte Sant'Angelo segna nettamente, a sud est, il confine meridionale del centro abitato; a est poi si apre la pianura di Fondi, a nord l'urbanizzazione degrada progressivamente verso la campagna aperta e i borghi rurali.

Nel territorio comunale scorre il fiume Portatore nelle cui acque confluiscono, nell'ultimo tratto, sia il fiume Amaseno e sia il fiume Ufente.

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Terracina.

Il clima di Terracina è di tipo mediterraneo, con estati brevi, calde e prevalentemente soleggiate e inverni relativamente miti ma piovosi e parzialmente nuvolosi. Il periodo più soleggiato dell'anno si concentra attorno a luglio, quando il cielo risulta sereno o prevalentemente sereno per circa l'89% del tempo, mentre gennaio è il mese più nuvoloso, con copertura elevata quasi la metà delle ore. L'umidità estiva è sensibile: tra giugno e ottobre le giornate afose sono frequenti, raggiungendo il picco ad agosto con una media di 22 giorni caratterizzati da condizioni di afa[4].

Le temperature medie annue si attestano intorno ai 9 gradi nelle ore più fredde e ai 13-30 gradi nei valori massimi giornalieri. La stagione calda, con massime superiori a 27 gradi, dura circa tre mesi, da metà giugno a metà settembre, e il mese più caldo è agosto, con una temperatura massima media di poco meno 30 gradi e una minima di 21. La stagione fresca si estende invece per circa quattro mesi, da fine novembre a marzo, con gennaio che rappresenta il mese più rigido dell'anno, in cui le temperature raramente scendono sotto i 2 gradi e le massime si aggirano mediamente intorno ai 13 gradi[4].

Le precipitazioni presentano una marcata variazione stagionale. La stagione più piovosa dura circa sette mesi e mezzo, da metà settembre a fine aprile, con novembre che risulta il mese più piovoso dell'anno, con una media di circa 98 millimetri di pioggia e oltre 10 giorni di precipitazioni. Al contrario, l'estate è caratterizzata da una prolungata siccità: la stagione più asciutta copre quasi cinque mesi, da fine aprile a metà settembre, e luglio è il mese con le piogge più scarse, con appena 14 millimetri medi mensili e non più di due o tre giorni di precipitazioni[4].

Terracina Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 13,213,815,619,123,227,529,629,726,722,617,914,813,919,328,922,421,1
T. min. media (°C) 6,87,68,711,314,218,220,421,119,116,212,58,87,711,419,915,913,7
Precipitazioni (mm) 63,560,848,242,529,020,013,819,757,179,497,871,8196,1119,753,5234,3603,6
Giorni di pioggia 7,77,07,08,06,65,23,42,53,47,18,710,325,021,611,119,276,9


Terracina in una pubblicazione del 1864
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Terracina.

L'area del Basso Lazio fu abitata da tempi remotissimi, come accertato dal rinvenimento di un ominide, detto Homo Cepranensis, che daterebbe la vita nella zona a 400.000 anni fa, prima ancora dell'Homo di Neanderthal i cui resti sono stati rinvenuti nella Grotta Guattari sul promontorio del Circeo.

I ritrovamenti più antichi nel territorio terracinese, invece, si riferiscono a materiali preistorici rinvenuti nella Caverna della Catena al Pisco Montano, datati a circa 12.400 anni fa[5].

La città fu probabilmente in origine un centro ausonio, sorto su due modeste alture sotto il monte Sant'Angelo: su quella più elevata (colle di San Francesco) ebbe sede l'acropoli.

Il nome della città si stratifica come la sua storia: Trachna per gli Etruschi, termine legato anche a Tarquinia e ai Tarquini, che la colonizzarono, Tarracina per i Greci, e infine Anxur per i Volsci. Attorno alle sue origini fiorì anche una ricca tradizione mitica: c'è chi la identificò con la dimora di Circe e chi con il porto dei Lestrigoni in cui approdò Ulisse — identificazione suggerita dalla stessa conformazione del luogo, con il porto stretto fra gli scogli e la città arroccata in alto —, mentre Dionigi di Alicarnasso tramanda di profughi spartani fondatori di un santuario ai piedi del Monte Leano, luogo sacro alla dea Marica ricordato anche nell'Eneide virgiliana.

La sostruzione del Tempio di Giove Anxur vista da Piazza Garibaldi

Terracina gravitava nell'orbita di Roma già dalla fine del VI secolo a.C., quando il suo nome compare persino nel primo trattato romano-cartaginese del 509 a.C., a lungo contrastata dai Volsci, che la occuparono e la ribattezzarono Anxur, e che i Romani dovettero riconquistare due volte, nel 406 e nel 400 a.C., prima di potervi fondare una colonia stabile nel 329 a.C. [6]

La svolta vera arrivò nel 312 a.C. con il passaggio della via Appia: da quel momento la città cominciò a crescere verso la pianura, sfruttando le terre agricole circostanti, mentre il nucleo antico si avviava a diventare la zona monumentale che in parte si vede ancora oggi[7][8][9][10].

Età repubblicana

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Nel 184 a.C. il censore Lucio Valerio Flacco costruì la Via Flacca, una strada costiera che, partendo da Terracina e proseguendo l'Appia, andò a congiungere le località costiere sino a Formia, da poco costituita municipio.

Nel 160 a.C. il console Marco Cornelio Cethego fece bonificare l'area di Terracina, costruendo la Fossa Cethega che alcuni studiosi ritengono essere in località Rio Martino, tra Terracina e Fondi; un canale in cui confluivano le acque del territorio[11][12].

Importanti trasformazioni urbane avvennero sotto Lucio Cornelio Silla (inizi del I secolo a.C.), che premiò la città per essere stata fedele a lui contro Gaio Mario durante la guerra civile. A Silla, infatti, si devono la costruzione del teatro e la ricostruzione in forme scenografiche del tempio di Giove Anxur sulla cima del monte Sant'Angelo e diverse altre costruzioni in opera incerta.

Età imperiale

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Nel 3 a.C. vi nacque Servio Sulpicio Galba che sarebbe stato imperatore romano per alcuni mesi prima di cadere vittima della situazione politica. Nel 69 la città fu teatro di uno degli ultimi scontri dell'anno dei quattro Imperatori: l'assedio di Terracina.

Sino a quando l'imperatore Claudio non aprì il porto di Ostia, quello di Terracina fu l'approdo marittimo dell'Urbe, città privilegiata che aveva commerci con tutto il Mediterraneo[13].

Nel 118 d.C. a Terracina morì Aulo Cornelio Palma Frontoniano, già console, fatto uccidere dall'imperatore Adriano per aver ideato una congiura ai suoi danni.

A Traiano si deve il taglio del Pisco Montano per velocizzare il transito sulla via Appia, mentre nel 198 d.C. Settimio Severo dotò la città di una nuova importante arteria viaria, la via Severiana, che si incrociava con la via Appia Traianea nel Foro Settimio.[14]

Agli inizi del V secolo l'ultimo intervento cittadino riguarda l'erezione di una nuova cinta di mura che racchiuse anche parte della città bassa.

La cattedrale di San Cesareo nella città alta

Alto medioevo

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Terracina ebbe un ruolo di rilievo sin dall'epoca ostrogota, quando Teodorico la rafforzò con opere pubbliche e il restauro della Via Appia. Nel periodo altomedievale, Gregorio Magno si occupò attivamente della città: favorì la fondazione di un monastero benedettino, intervenne in difesa della comunità ebraica locale e si preoccupò della sorveglianza delle mura[15][16][17].

In epoca bizantina la città fu un'importante piazzaforte, coinvolta anche nella guerra greco-gotica durante l'avanzata di Belisario verso Roma. Tra VIII e IX secolo entrò a far parte dello Stato pontificio, arricchendosi di chiese e monasteri, ma dovette fronteggiare ripetute minacce esterne: nel 778 le milizie papali respinsero un attacco congiunto di Gaeta e dei Longobardi di Benevento, mentre nell'883 la città fu saccheggiata dai pirati arabi[18][19].

Nonostante secoli di instabilità e abbandono delle infrastrutture, il tracciato dell'antica Appia tornò in uso, diventando parte del sistema delle vie Francigene del Sud, che attraversava il centro storico di Terracina collegandola a Fossanova e Fondi[20].

Basso medioevo

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Tra il X e il XV secolo Terracina fu al centro di un lungo e turbolento periodo di lotte per il controllo della città.

Alla fine del X secolo papa Silvestro II la concesse in feudo, e nel 1088 vi si tenne la storica elezione di papa Urbano II. Nei secoli successivi la città fu contesa tra potenti famiglie romane: prima i Crescenzi, poi i Frangipane, che esercitarono un dominio oppressivo fino a quando una rivolta popolare del 1202 li cacciò, distrusse il castello e diede vita al comune.

Seguì un periodo di lotte interne tra le famiglie degli Annibaldi e dei da Ceccano, conclusosi con l'ascesa di Bonifacio VIII a podestà nel 1295, che riportò stabilità ma aprì la strada all'influenza dei Caetani. Questi ultimi tentarono più volte di impadronirsi della città nel corso del Trecento, venendo infine respinti grazie all'intervento di una flotta genovese. Terracina visse allora circa vent'anni di protettorato genovese, con relativa prosperità economica. Il ritorno dell'autorità papale nel 1367 portò però nuove tasse e malcontento, alimentando ulteriori conflitti che si trascinarono fino al 1400, quando la città cedette dopo due mesi di resistenza alle truppe pontificie e napoletane[21][22].

Nel Quattrocento Terracina passò sotto i re di Napoli, per essere restituita al papato nel 1420 da Martino V e poi nuovamente nel 1447 da Alfonso d'Aragona. Le fazioni interne pro-papa, pro-aragonesi e pro-francesi continuarono a scontrarsi, causando la progressiva decadenza della città e la fine dell'autonomia comunale, fino alla pacificazione definitiva operata da papa Alessandro VI nel 1499[23].

Il porto canale oggi visto dal tempio di Giove Anxur

Nel 1534 alla testa di 82 galee uno dei più celebri comandanti delle flotti turche, Khayr al Din detto il Barbarossa, saccheggiò prima Fondi e poi Terracina[24].

Il 5 Agosto 1552, nell'ambito delle guerre d'Italia, si ebbe la battaglia navale di Ponza, che oppose i Francesi e i loro alleati Ottomani, comandati da Dragut, erede del Barbarossa, contro la flotta di Andrea Doria, ammiraglio dell'impero di Carlo V.

Nel XVI secolo la malaria provocò una continua diminuzione della popolazione (nel 1572 si era ridotta a circa 150 abitanti, 40 fuochi). Il ripopolamento fu favorito nel XVII secolo dai pontefici con la distribuzione gratuita delle terre e le esenzioni fiscali e nuove famiglie abbienti restaurano e ricostruiscono le case signorili; si edificano o si restaurano le chiese.

Con papa Pio VI dal 1785 si assistette ad una poderosa riforma urbanistica che trasformò il volto del centro. Anzitutto egli fece bonificare l'area di Terracina bassa, facendovi costruire un lungo e largo canale navigabile che congiunse il porto marittimo cittadino con il fiume Portatore, in località Badino. Attorno al detto canale, nei pressi del porto romano, fece sorgere un'espansione abitativa chiamata Borgo Pio. Quindi costruì diversi palazzi, primo tra tutti il poderoso Palazzo Braschi, dal nome della sua famiglia.

Quando Pio VI fu arrestato dai rivoluzionari francesi, questi occuparono Terracina che si ribellò e dovette subire una dura repressione nel 1798. Alla fine del Settecento il brigantaggio riprese vigore e si confuse con la resistenza antifrancese alle armate napoleoniche, mentre poi esso sarebbe stato un elemento reazionario sia contro i Papi sia contro il futuro Stato Italiano.

Età contemporanea

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Nel 1818 papa Pio VII firmò con Ferdinando I delle Due Sicilie il concordato che sanciva i rapporti con il Regno delle Due Sicilie e sotto papa Gregorio XVI si ebbero i lavori di costruzione del nuovo porto canale. Durante la Repubblica Romana del 1849 il governo mazziniano diede molta importanza a Terracina. Nel novembre 1860 17.000 soldati borbonici si consegnarono alle truppe papaline della città per non arrendersi alle truppe nemiche di Giuseppe Garibaldi, che risaliva la penisola dopo la Spedizione dei Mille. Il 14 settembre 1870 la città fu annessa al Regno d'Italia.

Il 4 settembre 1943 la città fu bombardata da dodici aerei degli Alleati[25], che causarono la morte di 130 civili.[26][27]

Nel 2018 un ciclone che si abbatté su Terracina causò la caduta di una cinquantina di storici pini marittimi emblema della città[28][29][30]

Lo stemma e il gonfalone di Terracina sono stati riconosciuti con decreto del capo del governo del 9 settembre 1937.[31]

«D'azzurro, al castello di due torri, merlate di tre alla guelfa e finestrate di nero, e di una porta aperta dello stesso, affiancata dalle sculture di due leoni affrontati, passanti; appoggiato sul castello, fra le due torri, uno scudo d'argento, a tre fasce di rosso, accollato dalla insegna papale; tiara e chiavi in decusse legate da un cordone passante dietro il castello. Nell'orlo interno dello scudo la scritta Civitas Terracinae. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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Decorazione cosmatesca (portico della cattedrale)
Concattedrale di San Cesareo
Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Terracina.

La cattedrale che inglobò il tempio maggiore fu costruita e consacrata a San Cesareo (o Cesario) nel 1074, mentre ad un rifacimento del XII-XIII secolo risalgono il campanile e il portico antistante, con fusti di colonna riutilizzati da più antichi edifici romani e capitelli ionici, basi decorate con leoni e trabeazione, in parte scolpita e con fregio a mosaico (prima metà del XIII secolo) in stile cosmatesco. L'interno a tre navate è suddiviso da colonne ugualmente romane riutilizzate, conserva un pavimento cosmatesco. Alla stessa epoca si devono il pulpito e il cero pasquale. Agli inizi del XVIII secolo l'interno ricevette una copertura a volta. Dal 1986, nel contesto della ristrutturazione delle diocesi d'Italia, la chiesa di San Cesareo ha assunto il titolo di concattedrale.

Chiesa del Santissimo Salvatore
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa del Santissimo Salvatore (Terracina).

La chiesa del Santissimo Salvatore, sul lato opposto del semicerchio, venne progettata sempre dal Valadier a pianta centrale, ma fu realizzata da Antonio Sarti tra il 1830 e il 1847 a tre navate. L'altra grande piazza cittadina, "Piazza della Marina", oggi "Piazza della Repubblica", già prevista nel progetto originario, venne realizzata progressivamente con la costruzione dei palazzi che la circondavano.

Chiesa di San Giovanni

Nel centro cittadino si trova anche la chiesa di San Giovanni, che ha trasformato nel Seicento la medioevale chiesa dedicata a San Lorenzo, di cui resta solo il campanile. La chiesa si presenta attualmente a navata unica con cappelle laterali, coperta da una volta ribassata e da una cupola a pianta ellittica.

Chiesa del Purgatorio

La chiesa del Purgatorio fu costruita entro il 1780 al posto dell'antica chiesa di San Nicola. Presenta pianta centrale ed una facciata con alto ordine unico di lesene, sormontato da un timpano mistilineo

Chiesa della Madonna delle Grazie

La chiesa è stata rifatta dal vescovo Cesare Ventimiglia (1615-1645) e precedentemente dedicata a Santa Maria della Basilica Nuova nel 1163 da papa Alessandro III al posto di un altro edificio più antico.

Chiesa della Madonna dell'Annunziata
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dell'Annunziata (Terracina).

Risale al XIII secolo e danneggiata dai bombardamenti.

Chiesa e Convento di San Domenico
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa e convento di San Domenico (Terracina).

Il complesso è stato edificato alla metà del XIII secolo. La facciata conserva un rosone e un portale sormontato da un piccolo protiro.

Chiesa e convento di San Francesco

Il complesso è stato fondato secondo la tradizione dallo stesso santo nel 1222 (si conserva il piccolo campanile) e gravemente danneggiato dalla guerra, fu adibito ad ospedale tra il 1874 e il 1994.

Santuario di Maria SS. della Delibera

L'edificio, a tre navate gestito da frati, conserva l'antico e venerato affresco absidale della Madonna della Delibera del Quattrocento, che viene incoronata ogni dieci anni.

Altre chiese

Inoltre tra le chiese più moderne troviamo la Parrocchia di San Damiano e Cosma in località Le Arene, la Parrocchia San Domenico Savio e la Parrocchia del Santissimo Salvatore in piazza Garibaldi.

Architetture civili

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Palazzo Venditti

Sul fianco destro della cattedrale si affaccia sulla piazza anche il palazzo Venditti, del XIII secolo, originario palazzo civico, che scavalca con un grande arco gotico la via Appia e conserva una delle trifore originarie. Le forme architettoniche sono quelle proprie dell'architettura cistercense, adattate ad usi civili.

Il Palazzo vescovile

Tra la torre e la chiesa è il Palazzo vescovile, risalente in origine all'epoca carolingia e ristrutturato in epoca medioevale, nel XVII secolo dal vescovo Cesare Ventimiglia, e infine nel 1786 da papa Pio VI. L'attuale configurazione nulla conserva di antico, essendo stato quasi completamente ricostruito dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Edifici medievali

Numerose altre case cittadine risalgono all'epoca medioevale: case-torri fortificate o case gotiche con bifore e a volte scale esterne con ballatoi (profferli), risalenti per la maggior parte al XII-XIII secolo. Altri palazzi sono dovuti alle ristrutturazioni rinascimentali di case medioevali o a nuove costruzioni contemporanee (casa del notaio Nicola Savio del 1536, costruita a ridosso delle mura. La rinascita della città nel corso del XVIII e XIX secolo comportò ristrutturazioni e accorpamenti di gruppi di case medioevali e trasformando gli edifici con un aspetto omogeneo. A questi interventi si accompagnarono nuove edificazioni, sia per case d'affitto destinate ai ceti medi, sia per residenze signorili (palazzo Vitelli, provvisoria residenza papale), sia per strutture pubbliche ("Palazzo della bonificazione pontina" e "Nuova fabbrica dei forni", costruita dal comune nel 1785).

Il monastero di San Francesco in un dipinto tardo-ottocentesco
Palazzo Braschi

Un intervento di particolare importanza si ebbe con la costruzione da parte del nipote del papa, di Palazzo Braschi (1787-1795), destinato a sede papale. Il nuovo palazzo inglobò palazzi più antichi e le rovine della chiesa di Santa Maria in Posterula e venne collegato nel 1792 per mezzo di una rampa (oggi via Posterula) e l'abbattimento di un tratto di mura, sia alla città alta e alla via Appia, sia al nuovo Borgo Pio nella città bassa.

Palazzo della Bonificazione Pontina

Situato a sud del centro storico, fu costruito nel 1785.[32]

Architetture militari

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La Torre dei Rosa (sinistra) e la Cattedrale di San Cesareo (destra) viste dal Castello dei Frangipane
Torre Frumentaria o Torre dei Rosa

Sul lato meridionale della piazza si eleva alla stessa altezza del campanile la contemporanea torre Frumentaria o "torre dei Rosa" (XII-XIII secolo), che fu probabilmente in possesso di questa famiglia.

Castello dei Frangipane

In posizione dominante sull'abitato si erge il castello dei Frangipane, costruito in più fasi successive a partire dalla fine del X secolo e ingrandito fino al XV secolo. Gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale conserva solo il maschio centrale, parte più antica, e parte dell'ala sud.

Mura

Le antiche mura di cinta di epoca volsca e romana, di cui rimangono visibili solo alcuni tratti, erano state in seguito sormontate dalla nuova fortificazione costruita nel V secolo. Dopo il loro abbandono, una parte del camminamento di ronda fu trasformata in passeggiata pubblica e circondata da abitazioni.

Delle porte cittadine la Porta Albina fu abbattuta nel 1831, mentre della Porta Maggio, distrutta alla fine del Settecento rimangono solo le torri laterali, trasformate in abitazioni. Una nuova porta di accesso all'abitato, Porta Romana, fu realizzata nel 1780 sul lato nord-occidentale, su progetto di Gaetano Rappini, riunendo alla città il borgo esterno di "Cipollata". La nuova costruzione si appoggia ad una torre più antica, con basamento in opera poligonale e sopraelevazione in opera incerta, parte probabilmente della cinta muraria più antica. Nella parte alta della città si conserva anche una torre medioevale, realizzata in blocchetti di calcare inframmezzati da filari con mattoni e datata al X secolo.

Le mura del V secolo racchiusero solo una parte di questo abitato inferiore, che doveva essere già parzialmente abbandonato. In epoca altomedioevale il territorio vide la fondazione di chiese e conventi extra-urbani. La parte bassa era in abbandono: il porto e i canali si andarono insabbiando e divennero inutilizzabili. Il passaggio della via Appia sotto il Pisco Montano venne fortificato (la porta venne ricostruita nel XVII secolo come Porta Napoletana).

Il porto-canale

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L'attuale porto-canale, già previsto dal 1777, fu realizzato sotto papa Gregorio XVI e completato dopo il 1843, con lo scavo del canale nell'insabbiamento dell'antico porto romano e la costruzione di un nuovo molo verso est.

Aree naturali

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Siti archeologici

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  • Teatro romano, rinvenuto a seguito dei bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale, risalente all'epoca della dittatura di Silla, era capace di ospitare circa 4.000 spettatori[33].

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[34]

Etnie e minoranze straniere

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Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera è di 4.640 persone, pari al 10,42% dei residenti.[35]

Lingue e dialetti

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Terracina è quasi sempre appartenuta allo Stato Pontificio (e dal 1870 è compresa nel Lazio), ma è situata a breve distanza dal confine con l'antico Regno di Napoli. Inoltre, la sua posizione geografica, in zona costiera, ha favorito nel corso dei secoli l'attività peschereccia con contatti prevalentemente con i comuni costieri del napoletano, a cui va aggiunta una vera e propria immigrazione organizzata di pescatori da quelle aree nell''800. Il substrato mediano ha potuto parzialmente rafforzarsi, tuttavia, grazie all'immigrazione di genti provenienti dai piccoli comuni dell'entroterra (anche dell'attuale provincia di Frosinone), il che consente di far osservare una notevole mescolanza lessicale, caratteristica di questa parlata. Non è infrequente, comunque, nelle nuove generazioni, l'utilizzo di vocaboli ed espressioni del dialetto romanesco, data la non lontananza con i centri di Latina e Sabaudia.

Il dialetto di Terracina viene solitamente considerato "mediano"[36], ma lo è sicuramente molto di meno di altri paesi "pontifici" collinari, soprattutto quelli dei vicini Monti Lepini. È dunque da considerare una parlata a sé stante, di transizione tra il gruppo mediano e meridionale, insieme a quella della vicina San Felice Circeo.

Esplorando il lessico troviamo sicuramente termini tipicamente "mediani", affini alle parlate dell'area più settentrionali ed interne della provincia di Latina e di Frosinone o all'abruzzese, come mammòcce (ragazzo), l'articolo (il), il verbo servile dènga (devo), zàmpa (gamba), capòcce (testa), déndo (dentro) ecc. Anche l'utilizzo del verbo ausiliare "essere", per la costruzione verbale è in accordo con le parlate del restante Lazio "pontificio", di una parte di quello "borbonico" e dell'Abruzzo aquilano (es. so vìste = ho visto, mé sì chiamàte = mi hai chiamato ecc.). Tuttavia, vi sono alcune "spie" linguistiche che riconducono ai dialetti meridionali, soprattutto nella fonetica con le vocali atone finali, che sono esattamente le stesse del napoletano e di alcuni comuni del Lazio appartenuti al Regno delle due Sicilie. Vi è quindi il conguaglio in e, che abbiamo già visto in alcuni esempi di cui sopra, che viene definito "schwa velarizzato". Per le vocali all'interno della parola, alcune volte si assiste al "dileguo" di esse, soprattutto nel discorso veloce (es. v'r'tà per dire "verità", che nel discorso veloce capita anche nei vicini paesi di Fondi e Monte San Biagio).

Possiamo trovare alcuni vocaboli napoletani, anche se in forma molto minoritaria come l'avverbio di luogo accà. Per dire "là" è utilizzato allà o anche allàne, mentre "in codesto posto" è detto a ssà, come nei vicini dialetti di Fondi e Monte San Biagio.

La metafonesi riporta sia ai dialetti mediani che ai dialetti meridionali: infatti è di tipo "sabino" in alcuni casi (es. trone per dire "tuono"), mentre è napoletana in altri (es. liètte = letto). In altri casi è comunque napoletana, ma con condizioni diverse da quelle normali (es. buéne = buono).

Tradizioni e folclore

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  • San Cesario, diacono e martire, patrono di Terracina. La festa è il 5 novembre ma viene sempre rimandata al sabato, domenica e lunedì successivi affinché il Triduo non coincida con la Solennità dei Defunti. La processione si svolge il sabato sera in Cattedrale per le vie della città con la Statua e il Braccio del Santo dopo la Santa Messa concelebrata dal Vescovo Diocesano e tutti i sacerdoti della città. In quei giorni a Terracina c'è il tradizionale grande mercato di merci varie.
  • San Silviano, 1º maggio, protettore dei raccolti, dell'uva e compatrono di Terracina. La processione parte alle sette del mattino dalla Cattedrale di San Cesareo e giunge fino alla piccola chiesetta di San Silviano alle pendici del Monte Leano, cui seguono i festeggiamenti popolari.
Luminarie appese per la festa della Madonna del Carmine a Terracina
  • Madonna del Carmine, domenica successiva al 16 luglio. La Madonna è detta "dei marinai" perché protegge i pescatori terracinesi. È una caratteristica festa del mare, con processione di barche e festa popolare[37].
  • Madonna dell'Assunta, festa nella cattedrale di San Cesareo la settimana antecedente ferragosto. L'antica icona dell'Assunzione di Maria Vergine viene esposta solo nei giorni del Triduo in Cattedrale e il 14 agosto viene portata solennemente in processione.
  • Madonna della Delibera, 8 settembre nell'omonimo Santuario. A partire dall'8 settembre 1948, data in cui per conto del Capitolo Vaticano fu incoronata l'immagine della Delibera con delle corone d'oro, ogni dieci anni si ripete la cerimonia dell'Incoronazione della Vergine e la processione(la prossima Incoronazione - la nona - e la processione saranno l'8 settembre 2028).Invece nel Santuario ogni anno si svolge la Festa, una Novena dal 30 agosto al 7 settembre e l'8 settembre, giorno della Natività di Maria, si celebra una Santa Messa Solenne con il Vescovo Diocesano. Da qualche anno vige la consuetudine di festeggiare San Pio da Pietrelcina il giorno dopo, 9 settembre.
  • San Giuseppe, 19 marzo (Caratteristici "focheracci" la sera della vigilia).

Fra le festività minori, perché di tradizione più recente e a carattere parrocchiale, troviamo quella in onore dei SS. Medici Damiano e Cosma, nell'omonima Parrocchia (località le Arene) l'ultimo fine settimana di settembre; quella di San Domenico Savio nell'omonima parrocchia la settimana di maggio; la festa di Sant'Antonio da Padova presso Borgo Hermada, la 1ª domenica di luglio.

Istituzioni, enti e associazioni

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Strutture sanitarie

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  • Ospedale "Alfredo Fiorini", Presidio Ospedaliero Centro della ASL di Latina, che offre una serie di servizi ambulatoriali, e alcune attività chirurgiche[38].
  • Biblioteca comunale, dedicata a Adriano Olivetti, è una biblioteca di pubblica lettura “a scaffale aperto, ovvero una biblioteca in cui i visitatori possono accedere direttamente agli scaffali e sfogliare i libri liberamente, che dispone di circa 2.500 libri, ed organizza eventi culturali di vario genere[39].
Torre Frumentaria sede del museo civico, il duomo di San Cesareo e la torre del castello
  • Museo civico “Pio Capponi”, fu fondato nel 1894 da Pio Capponi, deciso a trovare una sistemazione adeguata a numerosi reperti archeologici raccolti nel territorio del comune e, in particolare, a quelli emersi dagli scavi del tempio di Giove Anxur. Nel corso del tempo, alcune facoltose famiglie della zona contribuirono con le loro donazioni ad ampliare le collezioni, che vennero catalogate per la prima volta in un inventario del 1907 curato dallo stesso Capponi, all'epoca direttore del museo. La sede attuale si trova al primo piano della Torre Frumentaria, una torre risalente al Duecento edificata sul Foro Emiliano, nei pressi del municipio, nel cuore del centro storico[40]. Il museo raccoglie reperti che coprono un arco di tempo molto ampio, dalle tracce più antiche della presenza umana a Terracina, risalenti al paleolitico superiore e documentate da resti di animali fossili e strumenti in pietra rinvenuti nella località Riparo Salvini, fino all'epoca romana. È proprio quest'ultimo periodo a costituire la parte più ricca e variegata della raccolta, che comprende iscrizioni testimonianti una società civile articolata e complessa, ritratti databili tra la tarda repubblica e l'età imperiale, oltre a numerose sculture a figura intera[40].
  • Museo della Città, inaugurato nel 2016, è ospitato all’interno del Palazzo della Bonificazione Pontina, è diviso in due sezioni, archeologico e della bonifica. La prima è dedicata all'archeologia e ospita una selezione dei pezzi più significativi del Museo civico Pio Capponi, tra cui la testa della dea Feronia e una statua di Giove fanciullo. La seconda sezione ripercorre invece la storia delle bonifiche pontine dal Settecento fino ai giorni nostri, con uno spazio specifico dedicato alle opere del periodo fascista e a Borgo Hermada.[41]

Tra i prodotti agroalimentari tradizionali laziali riconosciuti e protetti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, rientrano la Fragola di Terracina, che deriva da una varietà francese del frutto[42][42], e le Ciambelle al vino moscato.[43]

Festa della Fragola Favette di Terracina, che si tiene tra maggio e giugno, interamente dedicato a questa varietà locale del frutto.

Geografia antropica

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Lo stesso argomento in dettaglio: Urbanistica di Terracina.

La città è tradizionalmente suddivisa in una città alta, l'antico centro cittadino con l'acropoli, sviluppatasi ulteriormente in epoca medioevale e in una città bassa, frutto di una prima espansione in epoca romana, lungo la strada verso il porto e di una seconda espansione avvenuta principalmente nel XIX e XX secolo, in seguito alla bonifica delle paludi pontine da parte di papa Pio VI nel XVIII secolo e di Mussolini in seguito.

I resti dell'arco quadrifronte lungo la via Appia

Nella città alta, cioè nel centro storico, lungo l'antica via Appia si trovano i resti di epoca romana di: un arco onorario quadrifronte o tetrapilo, un teatro romano e un tempio capitolium cioè dedicato alla triade capitolina. Fuori dalla città, sulla cima del monte Sant'Angelo, si trovano l'antico santuario di Giove Anxur e il santuario del dio Silvano[44]. Nei dintorni vi è il Parco Nazionale del Circeo, situato a pochi chilometri dalla città.

Terracina alta o antica

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Il Capitolium romano

La parte alta della città si imposta intorno alla piazza centrale, l'antico Foro Emiliano, centro cittadino dell'epoca romana, conservatosi nei secoli e sede della cattedrale di San Cesareo e del municipio (piazza del Municipio).

L'antico foro romano era attraversato lungo il lato settentrionale dalla via Appia, di cui è stato ripristinato il lastricato e il marciapiede, con canale di scolo: la via era in origine separata dall'area forense per mezzo di una serie di pilastrini. La piazza conserva tuttora l'antica pavimentazione in lastre di calcare (fine del I secolo a.C. - inizi del I d.C.), sulla quale si conserva l'iscrizione in lettere di bronzo del magistrato locale che ne ordinò la realizzazione (Aulus Aemilius).

I resti del teatro romano (parte della cavea con sedili e parte della scena)

Ai lati del foro sorgevano i principali edifici pubblici della città romana. Sul lato orientale sorgeva la basilica, i cui resti furono disegnati da Baldassarre Peruzzi e in seguito ricoperti dal palazzo della Bonificazione Pontina, eretto tra il 1780 e il 1785 e che ha successivamente inglobato anche il palazzo De Vecchis. Sul lato nord i bombardamenti del 1944 hanno permesso di rimettere in luce un porticato affacciato sulla via Appia e sopraelevato di tre gradini, con colonne e pavimentazioni in marmo, alle spalle del quale si sono rinvenuti i resti del teatro romano, in parte ancora ricoperti dalle case medioevali, che hanno assunto una caratteristica pianta curvilinea, poggiandosi sopra le sue strutture.

L'interno della cattedrale, con la nuova volta settecentesca

Sul lato occidentale sorgeva un grande tempio marmoreo di età imperiale, in seguito inglobato nella cattedrale, che conserva parte dell'alto podio, in cui si aprivano locali per il deposito degli oggetti sacri, oggi trasformati in botteghe. A fianco di questo, verso nord, un secondo tempio più piccolo, identificato nel Capitolium della colonia romana. Il tempio in origine con quattro colonne in facciata di stile tuscanico, era infatti dotato di tre celle affiancate, costruite in opera reticolata in cui si alternano tufelli di tufo giallo e di calcare scuro.

La parte bassa della città ebbe due momenti di espansione: il primo sotto i Romani, lungo la via ad Portum, tra il porto e la fertile valle agricola a nordovest (soprattutto tra I secolo a.C. e I secolo d.C.), ed il secondo soprattutto nel XIX e XX secolo.

Alla fase romana appartengono una seconda piazza forense (cosiddetto "Foro Severiano"), un anfiteatro e delle terme ("Terme alla marina"), a cui si aggiungono ville e residenze (la villa detta delle "Terme Nettunie", resti di ville presso i "Granai Antonelli").

Lo sviluppo crebbe con il cambiamento di percorso della via Appia, reso possibile dal taglio del Pisco Montano, e con la ricostruzione del porto (tradizionalmente attribuiti all'epoca traianea, ma secondo un'ipotesi di Filippo Coarelli da retrodatare al I secolo a.C.). Sono tuttora visibili i resti dei due moli antichi e dei magazzini portuali. La collina di sabbia del Montuno, oggi parco pubblico, si formò probabilmente in seguito ai lavori di scavo per la realizzazione del porto.

A partire dal 1785 papa Pio VI diede nuovo impulso alla città, avviando la bonifica delle paludi pontine, organizzata intorno al nuovo insediamento di Borgo Pio, sul nuovo canale, scavato nell'antico porto insabbiato. Sorsero diversi edifici pubblici: il palazzo del "Pozzo del Grano" o dei "Granari", oggi palazzo Cardinali, costruito come magazzino e dotato di un piccolo porto circolare (lo "Squero"), poi interrato; "Granai dell'Abbondanza" e "Palazzino Camerale", sorti sul molo settentrionale romano, distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Vi si ebbero anche costruzioni di edilizia popolare (ad esempio le "Case Pellegrini" per i pescatori, oggi scomparse) e la piccola chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, edificata nel 1783 e ridotta in rovina dai bombardamenti, era stata voluta dal papa come parrocchia del nuovo borgo marinaro.

Piazza Garibaldi

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Piazza Garibaldi e la chiesa del Santissimo Salvatore nella città bassa viste dal santuario di Giove Anxur

Il futuro sviluppo della città venne impostato secondo un progetto urbanistico coerente, impostato sull'asse del canale e della "strada Pia" (via Roma). Lungo questa via principale Giuseppe Valadier progettò nel 1794 la neoclassica semicircolare piazza Garibaldi, che venne realizzata progressivamente nel secolo seguente dagli architetti Pietro Bracci e Antonio Sarti e dall'ingegnere Luigi Mollari.

Terracina è un centro turistico-storico, meta di visitatori provenienti soprattutto da Roma e Napoli.[senza fonte] È prima nella provincia di Latina per numero di alloggi utilizzabili per vacanza[45].

Le attività principali, oltre il turismo, sono la pesca, l'agricoltura (ortaggi e floricoltura), l'allevamento delle bufale per la produzione della mozzarella, e dei servizi.

Il susseguirsi di fertili valli e altopiani carsici fra i Monti Ausoni e il mare permettono la coltivazione di prodotti di nicchia come la fragola Favetta di Terracina[46] o l'ottimo Moscato di Terracina; a queste si è aggiunta l'agricoltura specializzata nei territori acquisiti dopo la bonifica delle paludi pontine.

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).[47]

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Terracina 2 909 7,4% 0,64% 7 961 6,51% 0,52% 2 889 7 773 2 966 7 840
Latina 39 304 8,43% 122 198 7,75% 39 446 120 897 39 915 123 310
Lazio 455 591 1 539 359 457 686 1 510 459 464 094 1 525 471

Nel 2015 le 2 909 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano il 7,4% del totale provinciale (39 304 imprese attive), hanno occupato 7 961 addetti, il 6,51% del dato provinciale (122 198 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco meno di 3 persone (2,74).

Infrastrutture e trasporti

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I collegamenti stradali che interessano il comune sono:

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Terracina e Stazione di La Fiora.

La piccola stazione locale di Terracina non si trova sulla tratta principale Roma-Napoli, ma è il terminale di una linea secondaria che parte dalla stazione di Priverno-Fossanova (posta sulla tratta principale Roma-Formia-Napoli) e giunge a Terracina dopo circa 20 km. Alla fine degli anni settanta la linea fu elettrificata e il traffico passeggeri era abbastanza sostenuto, ma a seguito della diminuzione dell'offerta ferroviaria il traffico passeggeri si ridusse fortemente. Negli anni novanta, grazie alla crescente domanda, il traffico si intensificò di nuovo per arrestarsi nel 2012 a causa di una frana che ne decretò la sospensione al traffico.[48]

A tale data, erano presenti 5 coppie giornaliere tra Roma Termini e Terracina che impiegavano circa 1 ora e 20 minuti.

Ad oggi, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Monte San Biagio (da luglio 2017 denominata Monte San Biagio-Terracina Mare), situata sulla linea FL7 e raggiungibile dal centro città tramite bus COTRAL, a circa 15 km di distanza.

È ancora possibile accedere alla stazione di Priverno-Fossanova utilizzando il servizio di autobus sostitutivo Trenitalia, con alcune corse che prevedono fermate intermedie a Frasso, Ruderi di Sibilla e Capocroce.[49] La stazione di La Fiora è stata definitivamente soppressa nel 2024 e non compare più negli orari Trenitalia.[50]

Mobilità urbana

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Amministrazione

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Gonfalone comunale

Nel 1934 passa dalla provincia di Roma alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 settembre 1988 7 novembre 1989 Giovanni Zappone Democrazia Cristiana Sindaco
7 novembre 1989 28 aprile 1992 Antonio Mazzucco Democrazia Cristiana Sindaco
27 giugno 1992 25 settembre 1992 Fabrizio Abbate Democrazia Cristiana Sindaco
25 settembre 1992 21 giugno 1993 Antonio Reppucci Comm. pref.
21 giugno 1993 27 aprile 1997 Vincenzo Recchia Partito Democratico della Sinistra Sindaco
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Vincenzo Recchia Partito Democratico della Sinistra
Democratici di Sinistra
Sindaco
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Stefano Nardi Alleanza Nazionale Sindaco
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Stefano Nardi Alleanza Nazionale
Il Popolo della Libertà
Sindaco
15 maggio 2011 6 maggio 2015 Nicola Procaccini Il Popolo della Libertà
Fratelli d'Italia
Sindaco
6 maggio 2015 5 giugno 2016 Erminia Ocello Comm. pref.
5 giugno 2016 19 luglio 2019 Nicola Procaccini Fratelli d'Italia Sindaco
19 luglio 2019 6 ottobre 2020 Roberta Tintari Lista civica Vicesindaco f.f.
6 ottobre 2020 23 luglio 2022 Roberta Tintari Fratelli d'Italia-lista civica Sindaco [51]
23 luglio 2022 15 maggio 2023 Francesco Antonio Cappetta Comm. pref.
15 maggio 2023 in carica Francesco Giannetti Fratelli d'Italia Sindaco

Nel maggio del 2007 Terracina ha stretto un patto di amicizia con la città di Bressanone.

Altre informazioni amministrative

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  • Real Terracina C5 P.E.P. che, nel campionato 2021-22, milita nel campionato maschile di serie B - Girone E.[54]
  • A.S.D. Sporting Terracina C5 che, nel campionato 2021-22, milita nel campionato maschile di serie D Latina - Girone A.[55]
  • Real Terracina C5 P.E.P. che, nel campionato 2019-20, milita nel campionato femminile di serie C.[56]

Pallacanestro

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  • ASD Basket Terracina (colori sociali bianco e azzurro) che nel 2019-2020 milita nel campionato maschile di Promozione.[57]
  • Volley Terracina, squadra di pallavolo femminile militante nel campionato di Serie B1 dalla stagione 2014/2015.
  • Lazio TV Futura Terracina che nel 2019-2020 milita nel campionato femminile di Serie C.[58]
  • Terracina Rugby Club, squadra di rugby maschile militante nel campionato di Serie C, riconosciuta dalla F.I.R.
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. 1 2 3 Condizioni climatiche e meteo medie tutto l'anno a Terracina Italia, su it.weatherspark.com. URL consultato il 24 aprile 2026.
  5. Terracina (LT) Riparo Salvini (sf)[collegamento interrotto], su tesoridellazio.it.
  6. Polibio, III, 22.4-13.
  7. Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 59 (testo latino on line sul sito LacusCurtius): "lingua Volscorum Anxur dictum".
  8. Tito Livio, cit., IV, 4, 58.
  9. Tito Livio, cit., V, 2, 13.
  10. Tito Livio, Ad Urbe Condita, IX, 23
  11. Tito Livio, Periochae, 46.
  12. Bianchini Arturo, Saggi su Terracina e la regione pontina, Amministrazione Comunale di Terracina, 1975, pag. 131;.
  13. I Pilastri dell’Arte: Terracina e la sua storia, su lacittaimmaginaria.com.
  14. La Via Severiana, su circei.it.
  15. IL DECENNOVIUM – ASSOCIAZIONE CULTURALE TOR TRE PONTI, su tortreponti.com. URL consultato il 22 gennaio 2023.
  16. LA VITA DI SAN BENEDETTO, su ora-et-labora.net.
  17. AA.VV., Terracina e il Medioevo, un punto di osservazione sul Primo Millennio alla fine del Secondo Millennio, Casa Editrice Qasar, pag. 26;.
  18. Gli arabi nel Lazio nei secoli nono e decimo, su qitaliamedievale.org. URL consultato il 21 gennaio 2023.
  19. (DE) Ferdinand Gregorovius, Geshichte der Stadt Rom im Mittelater, Stoccarda, 1858, p. 479.
  20. Ripulito il percorso della Via Francigena del Sud da Terracina a Monte San Biagio, su parchilazio.it. URL consultato il 21 gennaio 2023.
  21. Arturo Bianchini, Saggi su Terracina e sulla regione pontina, Amministrazione Comunale di Terracina, 1975, p. 311.
  22. Bianchini Arturo, Saggi su Terracina e la regione pontina, Amministrazione Comunale di Terracina, 1975, pag. 314;.
  23. Bianchini Arturo, Saggi su Terracina e la regione pontina, Amministrazione Comunale di Terracina, 1975, pag. 135;.
  24. Carlo Gallone, Kaireddin (Khayr al-Din) - Circeo - Storia e Leggenda, su www.circei.it. URL consultato il 22 gennaio 2023.
  25. Terracina – Memorie di Paese, su memoriedipaese.it. URL consultato il 22 gennaio 2023.
  26. Terracina, su memoriedipaese.it.
  27. 4 settembre 1943 ore 16.20: Il bombardamento di Terracina nei ricordi del giovane Genesio, su agoraregionelazio.com.
  28. Meteo Storia - 29 ottobre 2018, la tempesta VAIA devasta l'Italia: vittime e danni ingenti, su 3bmeteo.com.
  29. Terracina, abbattuti anche i pini rimasti in piedi dopo il ciclone, su latinaoggi.eu.
  30. Terracina, abbattuti anche i pini rimasti in piedi dopo il ciclone, su ciociariaoggi.it.
  31. Terracina, decreto 1937-09-09 DCG, riconoscimento di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 22 gennaio 2022.
  32. Palazzo della Bonificazione Pontina, su retedimorestorichelazio.it.
  33. Terracina - Teatro romano - Restauro e valorizzazione teatro romano, su DiAG MiC - Programmazione e Attuazione Strategica Nazionale e Comunitaria. URL consultato il 24 aprile 2026.
  34. Dati tratti da:
  35. demo.istat.it, https://demo.istat.it/app/?i=P03&l=it.
  36. Pellegrini G. B, Carta dei dialetti d'Italia, Pacini ed., Pisa 1977.
  37. Dal 1938; vedi Terracina - la festa del mare tra fede cultura e società Archiviato il 16 luglio 2015 in Internet Archive.
  38. Ospedale Terracina, su www.ausl.latina.it. URL consultato il 24 aprile 2026.
  39. Biblioteca Comunale di Terracina, su Sistema Bibliotecario Sud Pontino, 5 febbraio 2025. URL consultato il 24 aprile 2026.
  40. 1 2 Il Museo civico “Pio Capponi”, su comune.terracina.lt.it. URL consultato il 24 aprile 2026.
  41. Il Museo della Città, su terracinaturismo.it.
  42. 1 2 S_Pol, La fragola Favette di Terracina, su VisitLazio. URL consultato il 24 aprile 2026.
  43. TO YOU SRL- www.toyou.it, Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) Archives, su Arsial. URL consultato il 24 aprile 2026.
  44. Il santuario del Dio Silvano, a Terracina: quel che resta è abbandonato., su pedalareversoilcielo.blogspot.com.
  45. Stando al censimento ISTAT[senza fonte], gli alloggi per vacanza sono 6 835 per un totale di 33 423 posti letto. Il 40º rapporto sul turismo dell'APT di Latina[senza fonte] annovera nel 2005, 188 000 arrivi e 3 145 000 presenze, di gran lunga il più alto numero del territorio pontino.
  46. FRAGOLA FAVETTE DI TERRACINA - LazioDoc.it: i prodotti tipici della regione Lazio. Schede informative, ricette, eventi, curiosità sul buon cibo, su laziodoc.it. URL consultato il 12 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2014).
  47. Atlante Statistico dei comuni dell'Istat, su asc.istat.it. URL consultato il 7 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).
  48. La ferrovia Roma - Velletri - Priverno - Terracina, su lestradeferrate.it.
  49. Orario dei treni in partenza dalla stazione di Terracina - RFI, su prm.rfi.it. URL consultato il 24 maggio 2025.
  50. Quadri orario on line, su www.rfi.it. URL consultato il 24 maggio 2025.
  51. elezionistorico.interno.gov.it, https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=G&dtel=20/09/2020&tpa=I&tpe=C&lev0=0&levsut0=0&lev1=12&levsut1=1&lev2=40&levsut2=2&lev3=320&levsut3=3&ne1=12&ne2=40&ne3=400320&es0=S&es1=S&es2=S&es3=N&ms=S.
  52. La squadra sul sito Tuttocampo, su tuttocampo.it.
  53. Comunicato Ufficiale N° 14 del 2/08/2022 (PDF), su lazio.lnd.it.
  54. La squadra sul sito Tuttocampo, su tuttocampo.it.
  55. La squadra sul sito Tuttocampo, su tuttocampo.it.
  56. La squadra sul sito Tuttocampo, su tuttocampo.it.
  57. Il campionato regionale sul sito della FIP, su fip.it.
  58. Il campionato sul sito Federvolley Comitato regionale Lazio, su fipavonline.it.

Monografie storiche:

  • D. M. Contatore, De Historia Terracinensi Libri Quinque, Roma 1706.
  • N.M. Nicolaj, De' bonificamenti delle Terre Pontine, Roma 1800.
  • G. Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro ai giorni nostri, LXXIV, Venezia 1855.
  • M.R. de La Blanchère, Terracine. Essai d'histoire locale. Bibliothèque des Écoles Françaises d'Athènes et de Rome. XXXIV, Parigi 1884 (tradotta in italiano nel 1983 dalla Cooperativa “Altracittà” di Terracina).
  • E. Wüscher-Becchi, Brevi cenni sopra alcuni affreschi esistenti nell'area sacra a Jupiter-Anxurus sul promontorio S. Arcangelo, presso Terracina, Roma 1908.
  • A. Rossi, Terracina e la Palude Pontina, Bergamo 1912.
  • Arturo Bianchini, Storia di Terracina, Terracina 1952 (I ed.), Formia 1994 (III ed.) .
  • Arturo Bianchini, Saggi su Terracina, Terracina 1972
  • Baldo Conticello, Terracina, Edizioni Palatino, Roma 1967, Itri 1976 (II ed.).
  • Fabrizio M. Apolloni Ghetti, Terracina, cardine del Lazio costiero, Arti Grafiche Pedanesi, Roma 1982.

Monografie:

  • G. Lugli, Forma Italiae, Vol. I, Ager Pomptinus, Pars I, Anxur-Tarracina, Roma 1926 (ristampato in edizione anastatica nel 2006 dalla Sede di Terracina dell'Archeoclub d'Italia).
  • G. Lugli, Guida al Museo Civico, Roma 1940.
  • S. Aurigemma, A. Bianchini, A. De Santis, Circeo -Terracina-Fondi, Itinerari dei Musei, Gallerie e Monumenti d'Italia, Roma 1966.
  • G.M. De Rossi, Terracina, in Lazio meridionale, Itinerari archeologici, 5, Newton Compton, Roma 1980.
  • F. Coarelli, Terracina, in Lazio, “Guide archeologiche” Laterza, 5, Roma –Bari 1982.
  • R. Malizia, P.C. Innico, Terracina romana. Nuove indagini su alcune testimonianze di età imperiale, Latina 1986
  • G. Ielardi Terracina, “Luoghi d'Italia”, Octavo, Firenze 1999.
  • M.R. Coppola, Terracina. Il Foro Emiliano, Quasar, Roma 1993.
  • P. Gross, M. Torelli, Storia dell'urbanistica. Il mondo romano, Laterza, Roma-Bari 1988.
  • AA. VV., La Via Appia a Terracina. La strada romana e i suoi monumenti. Studi in occasione del 23º centenario della strada romana, Casamari 1988
  • C. Rech, Terracina e il Medioevo. Un punto di osservazione sul primo millennio alla fine del secondo millennio (Catalogo della Mostra “Terracina e il Medioevo”), Quasar, Roma 1989.
  • AA. VV., Antichità e Belle Arti a Terracina. La gestione dei beni culturali fra il 1870 e il 1915 nei documenti dell'Archivio Centrale dello Stato, Formia 1994
  • V. Grossi, M.I. Pasquali, R. Malizia, Il Museo Civico Pio Capponi di Terracina. Storia dell'Istituto e delle sue collezioni, Latina 1998
  • E. Pasquali, Feronia e Juppiter Anxurus. La pulchra Proserpina e il pallidus Orcus: la dea dei morti e il suo sposo infernale, “Il nodo di Salomone”, Casamari 1990.
  • L. Mione Ployer, Il Settecento a Terracina, in “Supplementi all'Archivio Storico della Società per la Storia Patria della Provincia di Latina, I, Latina 2001.
  • M.R. Coppola, Le torri costiere del territorio pontino. La costa da San Felice Circeo a Terracina, Fratelli Palombi, Roma 1994.
  • E. Selvaggi, Giove di Anxur. Il tempio, il luogo, i miti, Terracina 1999.
  • A. Carbonara, G. Messineo, Via Appia – III, “Antiche strade”, Lazio, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato, Roma, 1998.
  • AA. VV., Il Santuario di Monte S. Angelo a Terracina, Bookcart Editore, Terracina 2005 (II ed.)
  • AA. VV., Il Foro Emiliano di Terracina, Bookcart Editore, Terracina 2003
  • E. Di Gioia, La Cattedrale di Terracina, Terracina 1982.
  • P. Longo, Il Duomo di Terracina, De Cristofaro, Roma 1991.
  • V. Grossi, Terracina. Le quattro anime della bellezza ritrovata, Comune di Terracina 2006
  • F. Fasolo, G. Gullini, Il santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina, Roma 1953.
  • V. Grossi, M.I. Pasquali, R. Malizia, Il Borgo Hermada di Terracina. Un modello urbano ed urbanistico-territoriale da recuperare e valorizzare, Comune di Terracina 2007
  • AA. VV., Il teatro romano di Terracina e il teatro romano nell'antichità, Atti del convegno, Terracina 6 marzo 2004, in Scienze dell'Antichichità 12 (2004-2005), Edizioni Quasar, Roma 2007
  • M.T. Caciorgna, Una città di frontiera. Terracina nei secoli XI-XIV, Roma 2008
  • R. Malizia (a cura di), Terre di confine. La frontiera fra Terracina e Fondi nelle descrizioni dei viaggiatori, Liceo di Terracina, Terracina 2012
  • AA. VV., Il Canale Linea Pio VI di Terracina. Storia e natura, Liceo di Terracina, Terracina 2013

Saggi:

  • M.I. Pasquali, La Via Appia e il Capitolium di Terracina, in AA. VV., La Via Appia a Terracina. La strada romana e i suoi monumenti, Casamari 1988.
  • P.C. Innico, I lavori per l'acquedotto del Frasso e i restauri delle cisterne di S. Francesco, in AA. VV., Antichità e Belle Arti a Terracina. La gestione dei beni culturali fra il 1870 e il 1915 nei documenti dell'Archivio Centrale dello Stato, Formia 1994.
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  • R. Malizia, Un mito letterario del Grand Tour: la Locanda di Terracina, in “Annali del Lazio Meridionale”, XII, 2, dicembre 2012.
  • R. Malizia, La visita a Terracina di Richard Colt Hoare e Carlo Labruzzi (1789), in “Annali del Lazio Meridionale”, XIII, 2, dicembre 2013.

Schede del Museo civico "Pio Capponi":

  • Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Maria Iride Pasquali, Centro Storico alto. 1. L'età antica. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Fondi 2005 (II ed.);
  • Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Centro Storico alto. 2. L'età medievale. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Latina 1996.
  • Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Maria Iride Pasquali, Centro Storico alto. 3. L'età moderna. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Latina 1998.
  • Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Il Centro Storico basso di Terracina. Percorsi monumentali, Fondi 1998.
  • Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Il santuario romano di Monte S. Angelo a Terracina. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Fondi 2000.
  • Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Anna Rita Mari, Maria Iride Pasquali, L'Appia antica a Terracina da Feronia all'Epitaffio. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Fondi 2004.
  • Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Anna Rita Mari, Maria Iride Pasquali, La Cattedrale di S. Cesareo a Terracina. Percorsi monumentali (Comune di Terracina, Museo Civico "Pio Capponi"), Formia 2008.

Voci correlate

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